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Il guinzaglio della legge
Cani

Il guinzaglio della legge

In Italia il problema dell’abbandono e della violenza sugli animali è così grave che lo Stato ha emanato leggi specifiche per tutelare i nostri piccoli amici e punire i padroni irresponsabili.
 

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Il guinzaglio della legge

Seicentomila. Tanti sono, secondo una stima dell’Organizzazione Internazionale Protezione Animali, i cani randagi che vivono in Italia. Un numero impressionante, a dimostrazione di come la soluzione di questa emergenza sia ancora lontana.
Come da (triste) copione, il periodo più critico coincide con i mesi estivi, quando tantissimi animali vengono abbandonati da famiglie pronte a tutto – anche a condannare a morte una creatura indifesa – pur di godersi le proprie “meritate” vacanze senza il minimo pensiero. Anche i primi 4-5 mesi dell’anno vedono un picco di abbandoni legato ai cuccioli, regalati a Natale come fossero giocattoli e ben presto divenuti ospiti indesiderati in casa. Infine c’è il problema emergente dei divorzi: quando la coppia scoppia, chi si prende in carico il cane? Spesso nessuno, purtroppo.
Uno scenario reso ancor più cupo dalle violenze a cui i nostri piccoli amici, abbandonati e non, sono sottoposti da sadici e persone senza cuore. In tal senso le cronache sono impietose: non passa giorno senza che qualche notizia shock di sevizie o maltrattamenti non venga diffusa.
Eppure lo Stato Italiano ha emanato diverse leggi che prevedono sanzioni penali e amministrative molto severe per chi abbandona o maltratta gli animali, oltre a precise direttive per la gestione del fenomeno del randagismo.

Trovatelli: istruzioni per l’uso

scheda Cani - Trovatelli: istruzioni per l’uso In primo luogo analizziamo il comportamento da tenere in caso di avvistamento di un randagio. Un cane mestamente accucciato in un angolo o in giro per strada può essere stato abbandonato, ma non è da escludere che si sia perso e che, da qualche parte, i suoi padroni lo stiano cercando.
Avvicinalo con cautela e se possibile chiudilo in uno spazio delimitato, ad esempio in un cortile, mettendogli a disposizione un po’ d’acqua ed evitando invece di dargli cibo. A questo punto puoi contattare i Vigili Urbani del tuo Comune o il Pronto Intervento (112, 113, 115) e comunicare il ritrovamento, per poi attendere l’arrivo del pubblico ufficiale che procederà alla cattura e alla presa in carico dell’animale.
Una volta in canile, gli addetti provvederanno alla ricerca del microchip o del tatuaggio che, se presenti, consentono di identificare il padrone e restituire il cane. In assenza di questi requisiti, il trovatello verrà microchippato, vaccinato e se necessario curato, quindi affidato ad un rifugio e messo in lista per l’affidamento se nel frattempo nessuno si sarà presentato per reclamarlo.
A tale proposito, la legge 281 dell’agosto 1991 ha messo al bando le soppressioni di randagi e di animali detenuti nei canili, nonché la loro destinazione ai centri di sperimentazione. Gli unici casi in cui la soppressione è autorizzata sono quelli che vedono l’animale gravemente ammalato, incurabile o di comprovata pericolosità per l’uomo. L’intervento deve comunque essere gestito da un medico veterinario ed esclusivamente tramite eutanasia, quindi senza sofferenza.

Padrone avvisato...

scheda Cani - Padrone avvisato... Un altro aspetto su cui la legge è molto chiara riguarda gli obblighi del padrone nella gestione del cane. Partendo dal presupposto che non è possibile stabilire il rischio di una maggiore aggressività dell’animale sulla base dell’appartenenza ad una razza, l’Ordinanza del 3 marzo 2009 sancisce che “il proprietario di un cane è sempre responsabile del benessere, del controllo e della conduzione dell’animale e risponde sia civilmente sia penalmente di danni e lesioni a persone, animali o cose causati dall’animale stesso”.
Concretamente questo si traduce, ad esempio, nell’obbligo del guinzaglio (lunghezza massima: 1,5 mt) quando il cane si muove in aree urbane o in luoghi aperti al pubblico. L’unica eccezione prevista riguarda le apposite aree individuate dal Comune e destinate agli animali. Altrettanto tassativo è l’uso di una museruola rigida o morbida nel caso in cui l’animale possa rappresentare un pericolo per le persone o per gli altri animali. La stessa Ordinanza vieta ai padroni di sottoporre il cane a forme di addestramento mirate ad esaltarne l’aggressività e la selezione di razze o incroci al fine di ottenere animali più aggressivi, nonché la recisione delle corde vocali e il taglio delle orecchie e della coda. Nel caso in cui l’animale si dimostrasse aggressivo, i servizi veterinari sono tenuti a segnalarlo e il padrone deve stipulare una polizza assicurativa di responsabilità civile per i danni conto terzi causati dal proprio amico a 4 zampe.
Infine ogni proprietario ha l’obbligo di registrare all’anagrafe canina il proprio cucciolo, rivolgendosi al veterinario di fiducia o al servizio veterinario dell’ASL. La registrazione avviene tramite inserimento del microchip e deve compiersi entro 60 giorni dalla nascita. Quando l’animale viene ceduto ad altri proprietari, cambia residenza o muore, il padrone è tenuto a comunicare la notizia all’anagrafe canina entro 15 giorni.

Stop alla violenza

scheda Cani - Stop alla violenza Anche in materia di violenza sugli animali la Legge parla chiaro e prevede sanzioni tutt’altro che trascurabili. Non abbastanza pesanti da funzionare come un deterrente assoluto, verrebbe però da dire alla luce delle già citate, numerosissime crudeltà che ogni anno si consumano al danno di queste povere creature.
Eppure la legge 189 del 20 luglio 2004 stabilisce che chi, per crudeltà o senza necessità, causi la morte di un animale, gli procuri una lesione o lo sottoponga a sevizie, a fatiche o a lavori insopportabili sia passibile di reclusione e di multe alquanto salate.
Stesso discorso per chi organizza “spettacoli” nel corso dei quali gli animali vengano maltrattati o combattimenti e competizioni non autorizzate.
E cosa succede quando la violenza è meno plateale, anche perché si consuma all’interno delle mura domestiche? L’articolo 72 del Codice Penale prevede l’arresto fino a un anno e ammende da 1.000 a 10.000 euro per chi detiene gli animali in condizioni incompatibili con la loro natura.
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Seicentomila. Tanti sono, secondo una stima dell’Organizzazione...

Trovatelli: istruzioni per l’uso

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Anche in materia di violenza sugli animali la Legge parla chiaro...
 

Approfondimento

Una dolce vita... da cani!

Vuoi assicurare al tuo amico a 4 zampe una vita felice e tanto benessere? Ecco le regole base che non devi mai dimenticarti di seguire.
- Se vive in appartamento, portalo fuori almeno 3 volte al giorno per mezz’ora.
- Mettigli a disposizione una cuccia munita di coperta di lana, al riparo dal freddo e dalla pioggia.
- Cambiagli l’acqua ogni giorno, così che sia sempre fresca.
- Non tenerlo legato, ma se proprio non puoi farne a meno la catena dev’essere lunga almeno 5 metri.
- Se vive in un recinto, assicurati che lo spazio sia sufficiente e mantienilo pulito.
- Mai abbandonarlo in auto con i finestrini chiusi, potrebbe soffocare o disidratarsi.
- Mai tenere più di 5 cani nel medesimo luogo: diventerebbe un canile abusivo!
 

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