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E’ caduto un uccellino dal nido…
Uccellini
E’ caduto un uccellino dal nido…
Può capitare che all’inizio dell’estate un uccellino possa cadere dal nido.
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Quasi certamente si tratta di una disgrazia e se è già grandicello ci sono buone possibilità che riesca a sopravvivere.

Ma cosa fare? Come comportarsi?
La prima cosa è cercare di individuare il nido dal quale il pulcino è caduto e risistemarlo all’interno. Agite delicatamente, senza stringerlo troppo tra le mani: le sue ali e le zampine sono molto fragili e si potrebbero spezzare.
Tuttavia, se il nido non viene individuato, non toccatelo, lasciate il piccolo a terra e state a osservare se i genitori lo vengono a cercare. Talvolta, infatti, si tratta di uccellini che, lasciato il nido per i primi voli, non hanno la forza di affrontare lunghi tragitti e si posano al suolo.

Passato un po’ di tempo, se i genitori non appaiono, è consigliabile non lasciarlo alla mercè di gatti o di altri predatori, meglio raccoglierlo e portarlo a casa. Il luogo ideale dove riporre il piccolo è una scatola di cartone chiusa (all’inizio va bene anche una scatola delle scarpe) alla quale praticare alcuni fori per l’areazione. All’interno della scatola dovrà essere formato un nido utilizzando del fieno, o una vecchia maglia di lana, o più semplicemente striscioline di carta da cucina o di carta igienica (meglio evitare il cotone idrofilo: potrebbe impigliarsi nelle sue unghiette e ferirlo), un foglio di carta da cucina sistemato a diretto contatto con il pulcino, da sostituire con frequenza, lo manterrà pulito ed eviterà il diffondersi di batteri. E’ indispensabile tenere il piccolo al caldo, soprattutto se è ancora implume (una piastra radiante o una lampada a raggi infrarossi saranno utili a garantire la giusta temperatura), in un luogo appartato e poco rumoroso per non stressare ulteriormente il trovatello.
 
Granivoro o insettivoro? Questo è il dilemma

Appurato se si tratta di una specie insettivora o granivora (osservando il becco si riesce a distinguere le due varietà), è consigliabile acquistare nei negozi del settore un mangime specifico da stemperare con l’acqua e da somministrare con l’ausilio di una siringa privata dell’ago. Durante il giorno il piccolo deve essere alimentato ogni due ore, fino a sera, poi va lasciato riposare durante la notte, per riprendere la somministrazione dei pasti nelle prime ore del mattino.

Comunque non disperate: se non disponete immediatamente del mangime specifico, i primi pasti possono essere rimediati somministrando un po’ di omogeneizzato o di cibo umido per gatti o ancora con un po’ di carne macinata integrata da un pizzico di tuorlo d’uovo sodo.
Assolutamente da evitare mollica di pane imbevuta nel latte o peggio ancora nell’acqua: gli uccellini non digeriscono il latte e la mollica di pane ingozza il pulcino senza apportargli alcun elemento nutritivo.
Ottima la somministrazione per entrambe le specie di qualche larva (ad esempio quelle della farina), ma senza esagerare: 1 massimo 2 al giorno per i granivori, 2 massimo 3 per gli insettivori, avendo la precauzione di non somministrarle vive. Anche i lombrichi sono indicati. D’altronde sono alimenti che i genitori trovano in natura e quindi adatti allo svezzamento degli uccellini.
Diluendo il pastoncino nell’acqua in genere non è necessario far bere il pulcino, tuttavia si può provare a inumidire il becco con un contagocce: se il piccolo ha sete aprirà automaticamente la bocca, in caso contrario è meglio non insistere.
Mano a mano che i giorni passano le piume crescono e ricoprono il corpicino, il piccolo inizia a effettuare dapprima piccoli balzi, poi brevi voli. In questa fase è importante insegnare al pulcino ad alimentarsi da solo, lasciando un po’ di mangime a disposizione in una mangiatoia affinché impari a beccare.
 
Pronto per spiccare il volo
Quando avrà completato il piumaggio e, sarà in grado di mangiare da solo, sarà giunto il momento di lasciarlo andare al suo destino. Anche se vi siete affezionati al piccolo trovatello, ricordate che la detenzione di animali selvatici in cattività (uccellini compresi) è vietata ed è severamente punita dalla legge.
Le prime ore della giornata sono le migliori per liberarlo, in questo modo l’uccellino avrà modo di guardarsi intorno e di ambientarsi. Il luogo più indicato è un parco, un bosco o la campagna, da evitare se possibile, gli agglomerati urbani, dove possono circolare gatti e altri predatori.
Vederlo volare via sbattendo le ali, libero, cinguettando felice, sarà il momento più bello e vi ripagherà certamente del tempo e della pazienza che gli avete dedicato.
 
Importante:

Prima di provvedere in prima persona alle cure da dedicare al pulcino è necessario segnalarne il ritrovamento al Corpo Forestale dello Stato o alla LIPU (Lega Italiana Protezione Uccelli) della vostra zona per farvi indicare il centro di recupero più vicino a cui affidarlo.
 
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