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Come curare al meglio il canarino
 
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Chi possiede un canarino non deve solo occuparsi della pulizia della gabbia o della voliera, ma deve anche imparare a eseguire piccole operazioni di toelettatura del simpatico pennuto.

Com’è noto, la voliera va ispezionata e pulita quotidianamente, eliminando avanzo di cibo ed escrementi, onde evitare la propagazione dei batteri e il diffondersi di malattie. La soluzione ottimale è di stendere un filo di sabbia sul fondo della gabbia da sostituire regolarmente ma possono essere utilizzati anche fogli di giornale, più facili da cambiare ed economici.
Mangiatoia e beverino vanno svuotati e lavati ogni giorno e riempiti con cibo e acqua fresca.

I canarini amano fare il bagnetto e questo rituale permette loro di mantenere le zampe, la pelle e le piume lucide e pulite. Utile allo scopo sono le vaschette reperibili in commercio o dei semplici recipienti da inserire nella gabbia. Non occorre riempirli (basta un dito sul fondo), l’importante è che l’acqua sia rinnovata e pulita ogni giorno. Meglio inserire la vaschetta al mattino, lasciandola a disposizione per qualche ora ma occorre rimuoverla nel primo pomeriggio per evitare che il canarino si bagni e rimanga con le piume bagnate nelle ore serali.

Indispensabile inoltre non lasciare la bestiola nelle correnti d’aria, soprattutto dopo il bagnetto, per evitare che si ammali.
 
Becco e unghie sotto controllo
Le operazioni di toelettatura da riservare al canarino non sono molte ma devono essere eseguite velocemente e con estrema attenzione, per non stressare l’animale o peggio ancora ferirlo.

Tra queste le più importanti sono il taglio delle unghie e la limatura del becco.

I canarini che vivono in gabbia non hanno la possibilità di consumare le unghie sui rami degli alberi, come gli uccelli che vivono in libertà, di conseguenza queste devono essere tenute sotto controllo e spuntate all’occorrenza per evitare che crescano a dismisura.

Per far ciò è necessario munirsi di un tagliaunghie (va bene quello utilizzato per i cani e i gatti), una forbicina con le punte arrotondate o una tronchesina, bene affilati. L’operazione va eseguita in un ambiente illuminato per poter controllare controluce la parte vascolarizzata ed evitare di tagliare l’unghia irrorata dai vasi sanguigni con la conseguente fuoriuscita di sangue e possibili infezioni. L’accorciamento va fatto in modo netto per non sfaldare l’unghia, tagliandola dall’alto verso il basso e posizionando le lame ai lati della stessa, cercando di reciderla ad angolo acuto e conferendole una forma naturale.

Per tenere sotto controllo la crescita eccessiva del becco è necessario introdurre all’interno della gabbia un osso di seppia: questo non solo permetterà al canarino di limarsi i contorni della bocca, ma apporterà anche il calcio, vitamina molto importante per gli uccelli che vivono in gabbia.

Tuttavia, se nonostante la somministrazione regolare dell’osso si dovesse rendere necessario accorciare il becco, le prime volte è meglio non improvvisare, ma rivolgersi a un veterinario o a un allevatore esperto, in quanto, se si dovesse operare in modo errato, il canarino non sarebbe più in grado di mangiare e potrebbe morire.
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