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Come insegnare a parlare al pappagallo
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Come insegnare a parlare al pappagallo
Qualche consiglio per creare una comunicazione speciale col vostro piccolo pennuto....
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Maine (o Merli indiani), gazze, ghiandaie e varie specie di pappagalli, tra cui i cenerini (Psittacus erithacus) ma anche alcuni tipi di Ara, cacatua, e amazzoni sono in grado non solo di riprodurre alla perfezione diversi suoni ma anche numerose parole o piccole frasi. Secondo alcuni studi il motivo di questa capacità consiste nel fatto che le sillabe usate nelle nostre lingue sono spesso simili ai versi naturali di questi uccelli.

I ricercatori hanno anche osservato che, in natura, questi volatili non hanno la tendenza a riprodurre i suoni che sentono. La ripetizione di parole sembra quindi basata esclusivamente sul desiderio di comunicare con noi o quanto meno di attirare la nostra attenzione. I pennuti “parlanti”, infatti, appartengono a specie molto intelligenti che instaurano con i compagni umani un rapporto affettivo e hanno bisogno di interazione e compagnia. Se li addestreremo, quindi, saranno ben felici (nei limiti delle capacità di ogni singolo individuo) di imparare “per noi” suoni, parole e anche motivetti.

Sarà un motivo in più per stare insieme e creare una forma di “dialogo” tutto speciale tra due specie diverse.

In genere meglio insegnare a esemplari giovani perché è sempre molto difficile che un adulto abbia voglia di imparare.

Affinché il piccolo pennuto si abitui ai suoni e alle parole, meglio sistemare la voliera in un ambiente frequentato, come ad esempio il soggiorno affinché familiarizzi con le voci e i suoni da noi emessi e una volta che si è ambientato, si può iniziare l’allenamento, incominciando con parole semplici (una al massimo due per volta) come ad esempio il nome, ciao, o comunque parole composte da poche sillabe, scandite lentamente e in modo chiaro. Si potrà passare alla parola seguente solo quando il pappagallo avrà imparato e ripeterà correttamente la parola iniziale.

Le lezioni devono essere quotidiane ma non devono durare per molto tempo per non stressare l’animale: 15 minuti sono un tempo più che sufficiente. Inoltre, se l’animale da segni di insofferenza o nervosismo, meglio interrompere l’allenamento.

Per ottenere migliori risultati è preferibile che sia sempre la stessa persona a impartire la lezione e soprattutto è indispensabile armarsi di tanta pazienza; talvolta occorrono mesi prima che il pappagallo riesca a ripetere chiaramente la parola desiderata.

Infine un ultimo suggerimento: il pappagallo è un animale molto sensibile ma anche un po’ permaloso, non bisogna mai innervosirsi o iniziare a sbraitare se non ripete la parola, allo stesso tempo, quando si è ottenuto il risultato desiderato, è importante mostrarsi felici, accarezzarlo sul capino, fargli i complementi e magari premiarlo con qualche seme o nocciolina.

Lui gradirà moltissimo e questi momenti di tenerezza e d’intesa rafforzeranno ancor più il legame.
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