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Le tartarughe d’acqua
 
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Tranquille e pacifiche le tartarughe, sia acquatiche sia di terra, appartengono alla famiglia dei rettili, e a differenza dei cugini striscianti, che non piacciono proprio a tutti, suscitano istintivamente la simpatia e la tenerezza di adulti e bambini.

Anche se piuttosto timide, in genere sono animali curiosi e piuttosto longevi: l’età media è di circa 30 anni, a seconda della specie.

Visto quindi che dovranno vivere a lungo in nostra compagnia, è indispensabile predisporre un terrario che possa garantire loro un ambiente ospitale, consono alle loro esigenze.

Il primo consiglio è di accertarsi delle dimensioni che assumeranno da adulte. Infatti, è facile lasciarsi ingannare dall’esserino che sta tranquillamente nel palmo di una mano e pare piccolo e indifeso, ma talvolta la creatura raggiunge in pochi anni dimensioni inaspettate, che non sarà più possibile ospitare nella piccola vaschetta di plastica che di solito viene acquistata all’inizio.
 
Il terracquario ideale

Detto ciò, vediamo quali sono le loro necessità e come approntare una vasca ad hoc per ricreare il più possibile l’ambiente naturale.

Innanzi tutto bisogna ricordare che le tartarughe sono animali a sangue freddo, necessitano quindi di luce e calore esterno per termoregolarsi e per stimolare il metabolismo.

Per godere appieno della presenza della piccola ospite, e poterla osservare, le vasche in vetro sono ideali. Le dimensioni dovranno essere tali da permettere alla tartaruga di muoversi senza problemi, di nuotare agevolmente e dovrà essere dotata di una parte emersa, dove possa approdare per riposarsi. Una vasca di almeno 80 cm di lunghezza, alta 40 cm può essere sufficiente per uno o due esemplari di piccole o medie dimensioni (ma ricordatevi che le tartarughe crescono in fretta!).

L’acqua deve essere mantenuta a una temperatura compresa tra i 24 e 28°C mediante in riscaldatore per evitare che le piccole cadano semiletargo, molto dannoso per la loro salute perché in questo stato non si alimentano a sufficienza ma sprecano comunque le energie. Sotto i 10°C la tartarughina cade in letargo.

L’altezza dell’acqua, all’interno della vasca, deve essere circa il doppio dell’altezza dell’animale.

Le tartarughe sporcano molto, quindi è indispensabile predisporre una pompa di filtraggio piuttosto potente ed effettuare cambi parziali dell’acqua settimanalmente, utilizzando acqua priva di cloro e metalli pesanti.
Sulla parte emersa è utile sistemare una lampada UVB, indispensabile per sintetizzare la vitamina D3: in natura tale compito viene svolto dai raggi solari e va ricreato per evitare  l’ipocalcemia (carapace morbido) che può portare alla morte la povera malcapitata se non viene curata in tempo. Sempre sulla parte asciutta è indispensabile sistemare un faretto, di quelli comunemente in commercio da 40-60 w, in modo da mantenere, durante le ore diurne, una temperatura di 30-32°C (non oltre). Faretto e lampada UVB vanno spenti durante la notte.

Per ricreare un habitat più simile a quello naturale, sul fondale può essere steso uno strato di ghiaia di medie dimensioni, quello che in genere si usa per allestire gli acquari, e possono essere sistemate delle pietre (meglio utilizzare sassi tondeggianti, per evitare che l’animale si ferisca). Cortecce, rami e tronchi d’albero, da sistemare anche sulla zona emersa, sono utili per creare anfratti e nascondigli dove la piccola tartaruga si possa rintanare.
Le tartarughe sono onnivore e la loro dieta è composta principalmente da pesce crudo, lombrichi, tarme della farina, e saltuariamente frutta e verdura, oltre al mangime specifico  presente in commercio.

Ricordate infine che terracquario deve essere sistemato in una zona tranquilla, lontano da correnti d’aria o spifferi.
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