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Come allestire un rettilario ad HOC
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Come allestire un rettilario ad HOC
La forma e le dimensioni dovranno essere in funzione non solo della stazza ma soprattutto delle caratteristiche dell’inquilino che lo andrà ad abitare...
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In natura i rettili sono animali piuttosto pigri, che vivono d’abitudine in spazi piuttosto ristretti, tuttavia non bisogna dimenticare che il terrario ideale dovrebbe comunque consentire al serpente di potersi allungare per intero e spostare agevolmente da un lato all’altro.

L’allestimento di un rettilario ad hoc è piuttosto complesso: in questo articolo non vogliamo insegnarvi a costruirlo, ma semplicemente elencare gli accessori indispensabili al buon funzionamento dello stesso.

Un tanto premesso, la forma e le dimensioni dovranno essere in funzione non solo della stazza ma soprattutto delle caratteristiche dell’inquilino che lo andrà ad abitare.

Dovremo quindi scegliere un terrario verticale se il nostro serpente appartiene alla categoria arboricola o semi-arboricola (come ad esempio il pitone), da allestire con rami perfettamente puliti e disinfettati per permettere al nostro ospite di arrampicarsi, mentre per le specie terricole (come i colubridi) la teca da scegliere deve avere uno sviluppo orizzontale.

Fino a poco tempo fa la maggioranza dei terrari erano costruiti in legno con il solo lato anteriore in vetro, si è poi passati a quelli interamente in vetro (talvolta usando anche vasche per acquari) mentre quelli attualmente utilizzati sono in resina, sicuramente meno scenografici dei primi ma hanno il vantaggio di essere più leggeri e più facili da pulire e igienizzare.

Aerazione per evitare muffe e batteri


Il microclima all’interno del terrario è piuttosto delicato e l’aerazione gioca un ruolo fondamentale per la salute dell’animale: il caldo umido facilita la diffusione di muffe e batteri.

Per questo motivo l’aria non deve mai essere stagnante ma deve circolare ed evitare che la condensa si formi su vetri e pareti. Le bocchette devono quindi essere sistemate in modo asimmetrico, una in basso e l’altra in alto per permettere all’aria calda e umida, che tende a salire, di circolare e fuoriuscire.

Ma attenzione: le griglie delle bocchette devono essere fitte per evitare la fuga del nostro ospite (soprattutto se di piccole dimensioni). Mai dimenticare, infatti, che i serpenti riescono a infilarsi in fori piccolissimi ed evadere!

La temperatura all’interno del terrario dipende dalla specie del rettile ospitato e può essere indotta con diverse tecniche: dalle rocce, al tappetino, ai cavetti, o ancora tramite i pannelli o con le lampade riscaldanti che dovranno essere sistemati nella parte calda del terrario, dove l’animale si può termoregolare secondo necessità. Il termostato è indispensabile per garantire e mantenere la giusta temperatura.

L’umidità è un altro elemento fondamentale da tenere sotto controllo e dipende dalla temperatura e dalla ventilazione. Sofisticati sistemi di umidificatori a ultrasuoni o nebulizzatori a tempo sono oggi in commercio ma talvolta anche una semplice ciotola d’acqua, sapientemente posizionata nella zona calda, può essere sufficiente a creare la giusta percentuale di umidità, permettendo inoltre al serpente di fare il bagno.

Luce per regolare le attività


La luce è utile per regolare le attività ed è indispensabile all’interno del terrario per scandire il tempo e l’avvicendarsi delle stagioni. Le lampade fluorescenti sono le più utilizzate perché, grazie alle diverse dimensioni reperibili, rendono omogenea l’illuminazione su tutta la superficie. La durata deve essere regolata da un timer. Le lampade vanno riposte all’esterno o comunque isolate per evitare che l’animale si possa scottare.

Per una maggior sicurezza e tranquillità dell’animale, è inoltre indispensabile approntare nelle varie zone del terrario anfratti e nascondigli dove si possa rintanare e nascondere: tronchi cavi, pezzi di legno o di corteccia, pietre o più semplicemente un vaso in coccio rovesciato possono essere ottimi rifugi per il nostro amico.

Al fondo del terrario deve poi essere sistemato un substrato che può essere costituito da un tappetino in erba sintetica, uno strato di corteccia, segatura, trucioli di pioppo, sabbia o ghiaia, o più semplicemente fogli di giornali.

Ogni soluzione ha pro e contro meglio quindi farsi consigliare da personale esperto, soprattutto tenendo in considerazione la specie che si andrà ad ospitare. L’importante è che sia facile da pulire e igienizzare.

Infine, un’ultima raccomandazione: per assicurare al nostro ospite una lunga vita in salute è indispensabile una perfetta igiene e un controllo quotidiano e al minimo segnale di indisposizione meglio rivolgersi a veterinari specializzati ed evitare il “fai da te”.
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