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Pensare quanto sono brevi i tempi che la natura ha dato ai nostri amici a quattro zampe per imparare a cavarsela è impressionante. Noi, da piccoli, abbiamo anni per imparare a nutrirci autonomamente, comunicare e interagire con i nostri simili. Tutto questo, per un cucciolo, si risolve in pochi mesi. Certo, i comportamenti che deve imparare sono più semplici dei nostri ma rimane comunque una bella sfida. Come fa? Basandosi su due metodi essenziali quanto efficaci: procedere per tentativi e imitare.

Osservare e ricordare

I cani possono svolgere compiti molto complessi, basta osservare un cane al lavoro per rendersi conto: un cane a caccia, al pascolo, alla guida dei non vedenti o coinvolto in attività sportive.
Nell’insegnargli i comportamenti più complessi è spesso fondamentale il contributo dell’uomo ma c’è anche un metodo di apprendimento naturale e diffuso tra gli animali selvatici: l’imitazione.

Sbagliando si impara

Tutto quello che il cane impara da solo, cioè senza un preciso addestramento da parte nostra, è detto apprendimento naturale ed è, come molti altri istinti dei nostri amici a quattro zampe, ereditato dal suo antenato: il lupo.

Ancora più che per il cane, per il lupo l’apprendimento è fondamentale. Imparare significa avere maggiori possibilità di soddisfare i propri bisogni e, di conseguenza, di sopravvivere. Con l'istinto della sopravviverza, l’obiettivo è subito chiaro: ottenere ciò che serve rischiando il meno possibile. Proprio da questa necessità nasce il primo metodo di apprendimento naturale: procedere per tentativi o, come dicono gli studiosi, per “trial and error” cioè provando e sbagliando. Ogni errore porta a un nuovo tentativo, fino a trovare la soluzione più efficace.
 
L’apprendimento in pratica

Prendiamo come esempio la necessità più elementare: nutrirsi. Per mangiare il lupo deve catturare la  preda. Probabilmente i primi predatori si limitavano a catturare gli esemplari che avevano più vicini o quelli che vedevano prima.
 
Nella vita domestica

Lo stesso meccanismo di “trial and error” usato dagli animali selvatici, compare anche nella vita quotidiana dei cani domestici e svolge un ruolo importante nella loro educazione. Anche nella vita del nostro Fido, per esempio, il cibo svolge un ruolo molto importante e il suo istinto gli dice di procurarsene e “immagazzinarne” il più possibile. Accade così che, anche se non ha davvero fame, il cane si piazza accanto alla nostra sedia a mendicare bocconcini dalla tavola con ogni mezzo che conosce. Se, per tutelare la sua salute e la sua educazione, ci limitiamo a ignorare le sue richieste, imparerà che questo comportamento è uno spreco di fatica e che la sua fonte di cibo non è la nostra tavola. Se però il resto della famiglia o eventuali ospiti, magari con le migliori intenzioni, non seguono il nostro comportamento, la “regola”, nella testa del nostro cane, viene infranta e cambia: non si può avere cibo dalla tavola direttamente dal padrone ma da altri sì.

Procedere per tentativi ha funzionato e ora Fido sa come ottenere il suo scopo. Chiederà cibo a tutte le persone che si siedono a tavola, tranne che al proprio padrone!
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