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Un angolo di barriera tra le mura domestiche
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Un angolo di barriera tra le mura domestiche
Sogno di molto acquariofili è di poter ricreare, tra le mura domestiche, un angolo che ricordi i mari tropical
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Il sogno di molto acquariofili è di poter ricreare, tra le mura domestiche, un angolo che ricordi i mari tropicali: il mitico reef. Compito non facile da realizzare, in quanto tutti gli organismi marini, e in particolare gli invertebrati, sono tra gli esseri più delicati che si trovano in natura, non solo per la loro semplice struttura cellulare ma anche perché abituati a vivere in ambienti puri e incontaminati.

L’allestimento di un acquario marino richiede tempo (non si deve avere premura di inserire i pesci), ricerca (ci si deve documentare continuamente) e soprattutto tanta passione, ma i risultati, a opera compiuta, sono davvero spettacolari. Inoltre, nel corso degli anni le tecnologie si sono evolute, e oggi è possibile trovare sul mercato ottimi prodotti che permettono di riprodurre condizioni chimiche e igieniche in grado di offrire un ambiente adatto alla sopravvivenza di pesci, invertebrati e organismi marini. Ma non basta.

Occorre informarsi prima di agire

Bisogna mettere in conto che un acquario marino ha dimensioni maggiori rispetto a quello di acqua dolce (deve contenere almeno 200 litri d’acqua, meglio se di più), costi in po’ più elevati e richiede maggior esperienza.

Non è sufficiente acquistare una vasca, dotarla di filtri, schiumatoi, pompe, luci, bicchieri per il troppo pieno e tutti gli accessori necessari al buon funzionamento, occorre soprattutto informarsi su come ricreare, e mantenere, le condizioni ideali per evitare di far morire i piccoli ospiti.

Dopo aver equipaggiato la vasca con la parte tecnica, aggiunto le rocce vive, riempita di acqua salata, aver aggiunto i vari componenti chimici e aver fatto girare l’impianto per il tempo necessario affinché tutti i valori si assestino (in genere occorrono circa 6 settimane), si potrà iniziare a inserire qualche essere vivente: gamberetti, paguri, pesciolini.

La scelta dei soggetti deve essere mirata non dal punto di vista estetico ma soprattutto per la loro utilità e vanno acclimatati prima di essere immessi in vasca.

Se tutto funziona bene, i nuovi inquilini hanno un aspetto sano e guizzano vispi tra il fondale, si potrà proseguire con l’inserimento degli altri esemplari, sempre tenendo conto della compatibilità ed evitando di introdurre specie territoriali, soprattutto se la vasca è di piccole dimensioni.

Controlli e rabbocchi periodici


Quando tutto sarà pronto e funzionante, occorreranno poche semplici operazioni di manutenzione da effettuarsi con cadenza periodica quali ad esempio il controllo della temperatura (deve rimanere costante, senza sbalzi) e dei valori dell’acqua (acidità, salinità, nitriti, nitrati, calcio…), ricambio e ripristino dell’acqua, pulizia del vetro e dei filtri…

Il cibo va invece somministrato giornalmente e dovrà essere il più vario possibile ma senza esagerare con le quantità per non alterare i valori dell’acqua (troppo cibo marcisce e inquina).
Ricordate infine che i pesci crescono, non fatevi prendere la mano, inserendo un numero spropositato di soggetti: le forme e i colori di alcuni pesci tropicali sono talmente particolari che anche pochi esemplari, adeguatamente ambientati, sono sufficienti a creare uno delizioso quadro vivente.

E allora sedetevi, rilassatevi e godetevi il vostro operato, perché ogni acquario è un’opera unica e irripetibile.
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